Nel periodo dal 2004 al 2008 ho incontrto molti Italiani, da soli o in delegazione, che passavano dall'ambasciata italiana a Pechino, e di cui spesso mi ocupavo di aiutare a incontrare colleghi cinesi e tessere relazioni scientifiche in Cina. (vedi anche le lettere che mandavo agli amici)

Notavo che avevano molti pregiudizi, in parte dovuti al meccanismo di proiezione a cui ho accennato, e al modo in cui e`stata presentata la Cina nei mezzi di informazione da 50 anni a questa parte (del resto i giornalisti da un lato erano soggetti alle stesse proiezioni, e d'altra parte come sempre scrivono per un mercato e ne seguono le opinioni correnrti, rinforzando quindi i pregiudizi).
Queste opinioni sono evolute nel tempo: dal mito dei comunisti maoisti (esaltato come utopia da alcuni o esecrato da altri per le tragedie di quel periodo), alla fine del secolo  quello del "miracolo economico" del "capitalismo selvaggio". E i due tendono a sovrapporsi (nel senso che spesso gli aspetti negativi vengono ascritti al perdurare del "comunismo" e quelli positivi al capitalismo, sia pure selvaggio).

Il rinforzio dei pregiudizi e` anche dovuto al fatto che gli interlocutori alle domande non rispondono secondo i nostri criteri, ma rispondendo quello che pensano sia quello che l'altro vorrebbe sentirsi dire.

A cominciare dai medici che arrivavano convinti che ancora la sanita` fosse basata sui "medici a piedi scalzi". E allora raccontavamo loro che tutto si paga, che all'ospedale se non paghi in anticipo non ti fanno il trattamento. Che gli ospedali fanno trattamenti inutili per spillare soldi alla gente. Che non c'e` come da noi il medico di famiglia.
Speculare a questo, e` l'idea che hanno i medici cinesi che il sistema sanitario in vigore negli USA sia quello in vigore in tutti i paesi industrializzati. Solo recentemente scoprono che in Europa c'e`un sistema piu`interessante e cercano di studiarlo.

Un altro pregiudizio "comunista" e` che la Cina sia governata in modo fortemente centralizzato da un potere assoluto e che a livello provinciale non fanno altro che obbedire. In realta` il sistema e` molto decentralizzato. A livello centrale il parlamento fa delle leggi che a noi appaiono semplicemente delle indicazioni (senza indicazione delle punizioni in caso di non adeguamento), che vengono interpretate a livello locale. C'e` spesso una tensione fra il livello centrale e quello locale. Infatti i dirigenti centrali (di questo governo di centro-sinistra, che sono succeduti a quello di centro-destra) sono persone competenti, e elaborano leggi sul controllo dell'inquinamento e la giustizia sociale, mentre quelli locali sono piu` sensibili ai problemi immediati come lo sviluppo quantitativo, le minacce di licenziamenti dalle grosse aziende (e alla corruzione), Il vero elemento di potere centrale e` il controllo di una parte del bilancio statale, che viene usato come incentivo.
Ricordo una gaffe del nostro ambasciatore con il viceministro della scienza, diceva che in Italia non e` facile fare della programmazione della ricerca scientifica perche' da noi cisacuno fa quello che vuole (sottinteso: c'e` la liberta`), mentre per loro era facile: ordinavano a una provincia di concentrasi per esempio sull'energia eolica e quelli obbedivano. Il viceministro rispose che non e` cosi` semplice: il metodo usato e` di dare a quella provincia degli incentivi orientati al piano nazionale.
Le leggi nazionali (come abbiamo visto per la nuova legge sulla sanita` rurale) vengono prima discusse con i rappresentanti delle province e poi testate in un certo numero di prefetture o contee e poi eventualmente modificate.

Altro pregiudizio dello stesso genere e` quello che in Cina tutti stanno buoni buoni perche' scoraggiatio da terribili punizioni appena esprimono un malcontento. Le statistiche ufficiali danno notizia di un numero di manifestazioni di piazza dell'ordine di centomila all'anno.
La mia impressione e` che, dato che di queste notizie la stampa parla molto, e del resto la censura che c'e` sulla stampa potrebbe nasconderle, il governo centrale faccia cosi` pressione sui governi locali che sono piu` inclini a cedere alle esigenze delle aziende sfruttatrici, e quindi indirettamente incoraggi gli operai, specialmente nei confronti delle multinazionali. Anche con l'intenzione di aumentare la domanda interna (se gli operai guadagnao di piu' consumano di piu').
Del resto come tasso di incarcerazione non e` fra i piu` alti del mondo.

Chi viene in Cina talvolta si fa l'idea che in questo capitalismo selvaggio tutte le attivita` economiche siano lecite e non serrvano permessi. In realta` i permessi ci vogliono (e spesso occasione di corruzione...), ma quello che e` insufficiente sono i controlli: per es. controlli sui prodotti farmaceutici o sulla sicurezza alimentare (suddivisi fra diversi enti e quindi inefficaci), controlli fiscali (e qui ancora occasione di corruzione...), etc.
Uno dei principali problemi della Cina e` l'evasione fiscale: il bilancio dello stato e` solo dell'ordine del 20% del PIL, sia pure in aumento. Questo limita i servizi pubblici. Che sono il principale elemento di equita` sociale.

Le leggi. E`un casino, non e`come pensano molti un sistema legale stringente e monolitico e repressivo. Esistono leggi, ma in evoluzione rapida, e per esempio non un codice civile (o un'anagrafe). La legge e` amministrata da tribunali fatti non da professionisti preparati, e lo stesso reato puo` essere punito da uno e non da un altro. Per cui la gente si fa una falsa idea di "liberta", non sapendo bene cosa in pratica e` permesso o vietato, per cui puo` essre eccessivamente prudente o piu` trasgressiva.
(artisti da Messico e Colombia mi dicevano che venivano li` per la maggiore liberta` di cui godevano, ma io penso che era per un mercato meno sofisticato che da noi, e nuovi ricchi)

I giornalisti vengono visti con sospetto (sempre il discorso di raccontare solo le cose belle, che poi non e``neanche piu` tanto vero...)), e quindi vengono accompagnati e guidati e hanno l'impressione che chissa` cosa gli nascondono...e quindi si fanno un'idea che ci siano molte limitazioni nel movimento e divieti.
e anche la gente pensa lo stesso, e le compagnie turistiche approfittano per far credere al pollo che gli forniscono (e gli fanno pagare) un eccezionale permesso.
Ricordo che su una guida che va per la maggiore si diceva che per andare a Wutaishan ci voleva un permesso speciale. In realta` su quello che credevano permesso speciale c'era scritto "biglietto d'ingresso".  Le agenzie turistiche approfittano del fatto che i turisti sono per lo piu` analfabeti.

Un'idea comune e`che la Cina sia un paese che stia avendo un rapido sviluppo dopo millenni di poverta`, non si tiene conto che nel '700 era il paese piu` prospero del mondo, anche piu` dell'Europa, con la quale aveva un grande avanzo commerciale (e per questo gli Inglesi hanno scatenato la guerra dell'oppio...). La gente spesso anche non si rende conto che i Cinesi vedono questo sviluppo attuale come una rivincita verso l'Europa che li ha distrutti nell'800, dopodiche' hanno passato 100 anni di umiliazioni, divisioni, guerre civili. E che il mito di Mao e` quello non tanto del capo politico (a proposito di questo aspetto invece ci sono molte critiche ) ma del condottiero che ha riunificato la Cina
E quello dell'unita` e` una delle cose di cui i Cinesi sono fissati (vedi Taiwan, Xinjiang, Tibet, ...). La memoria storica e` che la Cina ha alternato periodi di unita` e prosperita`e pace con periodi di divisioni e guerre civili e carestie. Inoltre nel 1949 la Cina era di fatto divisa fra vari poteri locali, fra cui signori della guerra o della droga, e che sono stati rapidamente e duramente repressi.